Trofeo “Giorgio Fornari”

Domenica 12 ottobre 2014, in occasione dell’incontro Rugby Parma Fc 1931 vs Rugby Lecco 1975, il trofeo al miglior giocatore (l’estremo Emiliano Zanichelli) è stato intitolato a Giorgio Fornari, che fu capitano gialloblu e della Nazionale azzurra, scomparso un mese e mezzo prima all’età di 86 anni.

Fornari fece parte della grande Rugby Parma degli anni ‘50 del Presidente Giuseppe Banchini insieme al cugino Alberto e ad atleti del calibro di Lanfranchi, Mancini, Percudani, Pisaneschi, Masci, Aiolfi e altri ancora. Tra il 1948 e il 1960 collezionò 154 presenze, segnò 14 mete e vinse i tre Scudetti, Nello stesso periodo, giocò 16 volte in Nazionale (sei volte contro la Francia) e ne fu anche capitano.

Nel 1956 fece parte della Rappresentativa Europea che giocò (e vinse) in Gran Bretagna contro squadre inglesi e gallesi.

Giocava abitualmente pilone o seconda linea, a volte anche terza centro e, come ci racconta commosso l’amico e compagno di squadra Mimmo Mancini, “nel gioco metteva tanta generosità e una grinta straordinaria, accompagnate da una intelligenza non comune, che gli permetteva di comprendere lo sviluppo del gioco in anticipo rispetto agli altri”.

Nella vita professionale fu un brillante imprenditore nel settore cinematografico, proprietario e gestore di teatri e di diversi storici cinema di Parma (il Lux, l’Orfeo, il Verdi ed altri ancora), distributore e produttore, organizzatore di eventi musicali e cinematografici: su tutti, nel 1950 la «Settimana del regista italiano», l’evento dell’anno a Parma che vide anche la presenza, tra gli altri, di Lucia Bosè, Alberto Sordi, Alessandro Blasetti, Vittorio De Sica, Cesare Zavattini, Michelangelo Antonioni, Attilio e Bernardo Bertolucci. Come impresario teatrale portò a Parma Giorgio Gaber, Gino Paoli, Ornella Vanoni, Johnny Dorelli e Walter Chiari, per citarne solo alcuni.

Insieme ad altri soci, nel 1964 fondò la Medusa Film, la principale Società di distribuzione e produzione italiana di quel felice periodo.

Giorgio Fornari visse senza dubbio gli anni più esaltanti del cinema italiano e insieme alla moglie Marisa ospitò spesso nella sua casa di Ozzano alcuni tra i più famosi attori del mondo del cinema e del teatro: Sean Connery, Vanessa Redgrave, Franco Nero, Maurizio Arena, Giorgio Gaber…

Ebbe successo anche in un altro dei suoi hobby: il jazz. Negli anni ’80 fondò il Jazz Club e riuscì a portare a Parma famosi musicisti, attratti più dalla sua simpatia e autentica passione che dai compensi che il Comune era disposto a pagare.

Nonostante il grande successo nella vita professionale, Giorgio non dimenticò mai gli amici del rugby e la Rugby Parma in particolare. In un’intervista che rilasciò all’età di 55 anni disse: “Darei 13 anni della mia vita futura per riviverne tre di quelli passati sui campi da rugby”. Anche di recente, dimostrò grande generosità e attaccamento alla Rugby Parma donando alla Società i preziosissimi palloni dei 3 mitici Scudetti che andranno a impreziosire il nascente Museo della Rugby Parma.

Il rugby è una grande scuola e palestra di vita; le difficoltà e i sacrifici degli allenamenti e delle partite furono sicuramente di aiuto a Giorgio nella sua vita professionale, così come per tante altre persone di successo cresciute come lui nella Rugby Parma: Alessandri, Banchini, Boraschi, Borri, Chiesi, De Sensi, Del Bono, Dondi, Mancini, Mutti, Percudani, Schianchi, Serra, Simonazzi, Zibana e tanti altri il cui elenco sarebbe troppo lungo da riportare per intero.

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Tutte le foto sono tratte dal libro di Silvio BocchiRUGBY PARMA F.C.  – 75 anni di cronaca” pubblicato nel 2006.

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